L’incontro inatteso che stavi aspettando

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(Tratto da Facebook, 12-05-2017)

Era un po’ che non scrivevo un post, uno vero, sentito.
Sarà che ultimamente ho visto quanto le parole risultano vuote, il più delle volte. L’essenziale non si può trasmettere con le parole, solo con l’esempio.
Questa nuova convinzione stava crescendo, dentro di me. Ma era solo una convinzione, appunto.
Una convinzione è ben diversa da una verità. Una verità è qualcosa che ti risuona dentro, la senti che vibra in ogni cellula.

Oggi la forza della verità si è manifestata in uno degli ultimi contesti in cui chiunque si aspetterebbe di trovarla. Un “vu cumprà” senegalese che si avvicina al tuo tavolo, e sei già pronto a sfoderare il classico rifiuto garbato. Invece no, hai toppato in pieno, e guardandolo negli occhi vedi il riflesso di un’anima profonda, che è entrata realmente a contatto con il mondo e con la vita.
“Le persone profonde le riconosci subito senza neanche bisogno di parlarsi” mi dice.
“La vita la conosce solo chi ha visto il mondo, e ha sperimentato la sofferenza” aggiunge, con il sorriso sereno di chi ha vissuto abbastanza conflitti da poter trovare la pace con se stesso.
“La saggezza molte volte non è nei posti dove la cerchiamo, non dipende dal colore della pelle”, prosegue, “ma è dentro ognuno di noi. E bisogna andare in profondità, chi resta in superficie non la può cogliere”.
“La ricetta per la felicità? Riuscire a essere sempre se stessi, anche laddove gli altri ti vorrebbero diverso.”
Solo parole, ma talmente vere e potenti da risuonare ancora, da sentirle riverberare nelle mie stesse corde. Concetti che ho raccolto ovunque lungo il mio cammino, ma che si fanno più forti e chiare ogni volta che arriva una conferma.
A un certo punto, non ricordo come né perché, ci dice l’età, e rimaniamo ancora più stupiti. Quarantasei anni. Quarantasei anni che non hanno potuto segnare uno sguardo fermo, sicuro, ma ancora molto giovanile: gli avremmo dato una trentina di anni, non di più.
“Be’ io faccio una vita tranquilla, non bevo, non fumo, faccio movimento”. Guardando i nostri sguardi increduli: “ve lo giuro, e ho un figlio di diciannove anni”.
Prima di salutarci mi stringe la mano e mi dà appuntamento al prossimo giro, sicuro che ci saremmo incontrati presto per caso.

La foto ci ritrae circa un’oretta più tardi, dopo esserci incontrati di nuovo, per caso, in un altro luogo.
Io credo che ci sia da fidarsi della voce di persone così, che dite?

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