Il Poema dell’Esistenza

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Ai primordi del tempo era Tutto un Progetto.
L’Assoluto era contemplato nel Pieno vuoto,
ogni parte era immersa nell’Oceano Infinito,
tutto il futuro era già presente e nel passato.

 

 


Il Verbo dette il via alle Cosmiche Danze,
generando i suoi Figli tra immobili istanti,
in una feconda armonia di idee e sentimenti.

 

 

 

La Coscienza danzava a sublimi frequenze,
prima di compiere il viaggio giù nell’Abisso,
la densa discesa che ha plasmato le essenze,
toccando il perduto oblio del punto più basso.

 

 

 

Nel mezzo del cammin della Luce verso il fondo,
l’energia si fece atomo, lo Spirito penetrò il Mondo.
L’Universo materiale si sviluppò dal Progetto originale.  

 

 


La materia era formata, da una nube collassata,
per poi esplodere in ammassi, di galassie, stelle,
pianeti. In un’età avanzata sorsero i due princìpi:
Sole e Terra, Forza Maschile, Grazia Femminile.

 

 

 

Il Pianeta neonato era un mondo avvampato,
ma poi il fuoco si spense e l’acqua vi giunse:
piogge scroscianti, mari gonfi e abbondanti.

 

 

 

Il liquido elemento annunciò il lieto evento:
è nata la vita e il mondo bagnato è suo nutrimento.
L’essenza dell’acqua è la sua trasparenza:
il senso della vita è fluire nel corso dell’esistenza.

 

 

 


L’atomo di carbonio è il principale sostegno:
poche grandi molecole alla base di un regno,
in cui la cellula è unità delle forme e del genio.

 

 


Il cuore verde 
pulsante crea la nuova invenzione,
per trarre dalla luce del Sole energia in azione.
La fotosintesi segna l’era di un pianeta ospitale:
ossigeno in abbondanza, metabolismo ottimale.

 

 


La natura s’ingegna, la diversità s’impregna
di nuove versioni di vita che sempre s’impegna
a onorare il ruolo che l’esistenza gli assegna.

 

 



Per fare del mondo un luogo ancora più vario,
la vita crea il sesso, che è il paradigma di adesso.
L’unione è divisa per essere di nuovo coesa,
l’eredità dell’incontro è il frutto dell’amplesso.

 

 

 

I nuovi organismi si fan più grandi e complessi,
proliferano a frotte sui fondali, nuotano nei mari,
filtrano i materiali o predano le altre forme vitali.

 

 

 


Nasce con i pesci la lunga colonna vertebrale
che sarà ponte e sostegno della vita animale,
la quale esce dall’acqua, verso un nuovo areale,
verso un’esistenza diversa, sulla terra emersa.

 

 


Gli anfibi mutano le pinne in arti, respirano l’aria,
esplorano nuovi spazi, scoprono l’abbondanza:
un microcosmo di insetti, una nuova alleanza.

 

 

 

 

I colonizzatori delle nuove foreste inventano
l’uovo col tuorlo, il guscio inerte, il cervello rettile.
Le verdi lucertole colorano il mondo: le vedi
occupare ogni ambiente, lasciar molti eredi.

 

 


Dinosauri, plesiosauri, pterosauri, pletore di sauri:
la materia ha i denti, i serpenti, le squame,
archetipi rimasti per sempre legati alle brame.

 

 

 


Nel passaggio agli uccelli i cambi son quelli:
via i denti, perdenti, mettiamoci becco e le ali,
si solcano i cieli, penne e piume riveston le pelli,
il sangue è caldo, la vista è acuta, gli orizzonti reali.

 

 



Nell’altro fronte l’evoluzione trova nel latte la soluzione:
il cucciolo di mammifero si accoccola alla mammella,
nutrito e protetto nel caldo vestito di mamma bella.

 

 

 

 

Il primo regno è del toporagno: nani tra i rettili giganti,
nascosti alla luce del giorno, di notte belli abbondanti.
Scaltri, elusivi, scattanti: il segreto è il nuovo cervello,
ormai pronto a portare la coscienza a un altro livello.

 

 



I grandi dominatori squamati avevano i tempi contati:
nel pieno delle loro vite, cadde dal cielo il meteorite.
Grande e forte non può bastare, se non ti sai adattare.

 

 


Un periodo buio era iniziato, freddo e senza piante,
il sole era oscurato. Per uscire dalla crisi allarmante,
esser schivi, piccoli e duttili era ben più conveniente.
La resa del sauro era imminente, il mammifero vincente.

 

 

 

Nella vita, si sa, è legge: gli ultimi saranno i primi,
chi è davanti non regge, ed è giusto cedere il trono
a chi nell’ombra ha imparato e si è meritato il dono.

 

 

 


Dopo la grande estinzione, fu il tempo della radiazione:
là dov’erano i giganti, s’insediarono i nuovi abitanti.
Il piccolo topo cambiò dimensioni e subì trasformazioni.
Il popolo peloso conquistò il mondo e i suoi ambienti.

 

 

 

I nuovi pionieri raggiunsero i mari, i cieli i poli, il deserto.
Non c’è luogo proibito ai sauri che per loro sia malcerto.
Nessun cambio sulla Terra dai mammiferi fu mai sofferto.  

 

 

 


Un attimo prima dell’era moderna, un primate alzò la testa,
si mise in piedi. La barba e i capelli sono ciò che resta
del retaggio degli eredi. Mani libere, visione più estesa,
chiari segni di un nuovo lignaggio, di una grande ascesa.

 

 

 


L’altra conquista era il linguaggio, la nuova comunicazione.
E non era che un assaggio del nuovo grado di connessione:
nell’uomo c’è il Messaggio, è il vero prodigio dell’Evoluzione.

 

 

 


Come ogni conquista che si rispetti, anche l’epopea umana

ha i suoi difetti. La nuova Creatura si sentiva un po’ aliena
di fronte al mondo per molti aspetti. Non conosceva ancora
la sua Natura, emulava l’istinto animale, il modello di allora.

 

 



Da sempre avrebbe potuto godere del paradiso perduto,
ma l’edenica mela ha segnato il peccato: “Dio, io ti rifiuto.”
Non fu uno sgarbo compiuto, ma una scelta di libero arbitrio.

 

 



Eccoti, giovane umanità, Grande Potenziale e calamità.

Hai invaso il mondo e costruito, ma anche saccheggiato,
rubato, hai riordinato ma squilibrato. Ma hai già imparato
da molti errori del passato. È l’ora di una Nuova Realtà.

 

 

 

Nel corso della storia ti hanno mandato maestri e profeti,
hai creato religioni, ma non a tutto il male hai posto divieti.
Benvenuta Era Acquariana, e Voi Servitori da altri pianeti.

 

 

 

Squilli di trombe, entriamo in azione, il Tempo è opportuno:
tutto è pronto per attivare la Coscienza, per il ritorno all’Uno!


1 Comment

  1. Stela ha detto:

    Una narrazione poetica, in grado di trasmettere la bellezza che si cela oltre l’esperienza.

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