Il caso non esiste, la Vita è ovunque: verità sull’Universo olistico al confine tra scienza e spiritualità

Come smettere di temere i giudizi e far tesoro dei loro messaggi profondi
giugno 8, 2018
Show all

Possiamo parlare dell’esistenza del caso? O vi è al contrario un disegno o un ordine precostituito alla base di tutto? Sono domande che ci poniamo da che mondo è mondo. Giunti ormai quasi al primo quarto del 21esimo secolo, è il ‘caso’ di iniziare a darci delle risposte soddisfacenti. 🙂
Vediamole insieme.

 

Fino al 29esimo anno della mia vita – provenendo da 9 anni di studi scientifici, relativi in particolare alla biologia e all’evoluzionismo – mi professavo ateo e razionalista, e la mia interpretazione della realtà era quella di un mondo ‘darwiniano’, in cui ogni cambiamento evolutivo è totalmente dovuto al caso e alla ‘contingenza’. Qualsiasi rapporto causa/effetto non supportato da dati empirici evidenti è solo mera superstizione e non degno di essere preso in considerazione.

Questa visione meccanicistica e iper-razionale della realtà è tuttora condivisa dalla gran parte degli scienziati e dei comunicatori della scienza, soprattutto i biologi, ed è ritenuta valida dalla ‘comunità scientifica’ ufficiale.

Chi se ne discosta di solito non è visto di buon occhio, eppure le prove a sostegno di un Universo olistico, in cui tutto è cioè strettamente interconnesso e non governato affatto dal caos ma da un ‘disegno intelligente’ sono numerose e in certi casi estremamente evidenti, al punto da non poter essere nascoste come polvere sotto al tappeto.

Sin da quando, all’inizio del 2014, ho iniziato a immergermi nel mio viaggio di esplorazione spirituale, sono stato letteralmente inondato di prove schiaccianti, e all’inizio inattese, del fatto che il rapporto causa/effetto governa qualsiasi esperienza di vita, e che c’è sempre una direzione verso cui gli eventi della vita sono guidati.

E, come vedremo subito, persino la scienza stessa, soprattutto nell’ambito della fisica, sta portando alla luce sempre più scoperte che avvalorano la tesi della non esistenza del caso.

Il caso non esiste, tutto è collegato da una fitta trama invisibile, e c’è un’unica Coscienza che governa e dirige l’Universo intero.

 

Lo dice la scienza: l’effetto farfalla e la scoperta della ‘matrice’

Abbiamo detto che la scienza ‘ufficiale’ tendenzialmente nega l’esistenza delle sincronicità e dell’Universo olistico. Questo è vero soprattutto per il settore della biologia, ma nell’ambito della fisica l’apertura è ben maggiore.

Quasi tutti conosciamo la terza legge della dinamica, che studiamo sui banchi di scuola. In sintesi, la legge afferma che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Se questa legge è universale, come tutti gli scienziati affermano indistintamente, è logico concludere che nessun evento è casuale, e che ci sono sempre delle cause a monte. Il fatto che le attuali conoscenze scientifiche non permettano di stabilire con chiarezza le cause di un fenomeno, non signfica che quelle cause non esistano. Semplicemente non sono ancora state sufficientemente indagate e dimostrate.

Ciò posto, negli ultimi anni sono state fatte numerose scoperte che ci rendono sempre più coscienti anche su basi scientifiche della non casualità dei fenomeni naturali.

Già da tempo si sospetta anche nel mondo scientifico della possibile correlazione tra eventi lontani nel tempo e nello spazio. Il grande matematico Alan Turing, padre dell’informatica, nel 1950 pubblicò in un famoso saggio una felice intuizione:

“Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza.”

È il concetto alla base della teoria dell’’effetto farfalla‘, secondo cui il battito d’ali di una farfalla può interferire con i fenomeni climatici dell’altra parte del globo.

In tempi più recenti i fisici quantistici hanno effettivamente dimostrato in modo empirico la possibilità che due eventi distanti e apparentemente non collegati possano influenzarsi fra loro. La teoria dell’entanglement afferma che due particelle elementari come gli elettroni possono interagire anche a grandi distanze, addirittura fino a 1.200 km, in un recente esperimento del giugno 2017.

Il ricercatore giapponese Michio Kaku, famoso per la formulazione della rivoluzionaria teoria delle stringhe, ha recentemente scosso la comunità scientifica dichiarando di aver trovato le prove dell’esistenza di una “forza sconosciuta e intelligente che governa la natura”. Kaku cita l’esistenza di una ‘matrice’, “un mondo fatto da regole create da un’intelligenza, non molto diversa da un gioco per computer, ma naturalmente, più complessa.”

L’esistenza di una ‘matrix’ intelligente in cui ci troviamo immersi e che condiziona la nostra vita è una teoria diffusa da tempo nel mondo spirituale, tanto da ispirare il film omonimo, ma finora non era stata presa in considerazione dal mondo scientifico.

Kaku si è poi spinto oltre, affermando: “tutto quello che fino a oggi abbiamo chiamato caso non ha alcun significato, per me è chiaro che siamo in un piano governato da regole create e non determinate dalle possibilità universali.

E ha poi proseguito ricordandoci le dichiarazioni fatte a suo tempo anche dallo stesso Albert Einstein. Il padre della teoria della relatività dichiarò di credere in un “Dio rappresentato dall’ordine, dall’armonia, dalla bellezza, dalla semplicità e dall’eleganza, il Dio di Spinoza. L’universo potrebbe essere caotico e brutto, invece è bello, semplice e governato da semplici regole matematiche.”

Lo scienziato ha addirittura concluso il suo comunicato dicendo che “i fisici sono gli unici scienziati che possono pronunciare la parola Dio e non arrossire”.

 

Sincronicità e serendipità

Il concetto della non esistenza del caso è stato affrontato e discusso efficacemente da un grande pensatore del secolo scorso: Carl Gustav Jung.

L’allievo di Sigmund Freud introdusse il concetto di ‘sincronicità’, per indicare la connessione naturale che esiste tra fenomeni, avvenimenti e persone che in apparenza non hanno corrispondenza fra loro, ma che sono in realtà collegati da un filo invisibile.

Per comprendere al meglio un avvenimento che ha un certo peso nella nostra vita, possiamo cioè fare affidamento non solo su eventi immediatamente connessi, ma anche su accadimenti del nostro passato o addirittura non direttamente relativi a noi, ma appartenenti alla storia generale dell’umanità.

Jung fa cioè riferimento agli ‘archetipi’, icone simboliche e apparentemente astratte legate al mito, alle favole, all’immaginazione, ma che costituiscono in realtà il filo conduttore e la trama invisibile ma solida dell’umana Esistenza.

Re, regine, cavalieri, maghi, eroi, vittime, carnefici, dei e dee sono ‘imprinting energetici’ che non solo costituiscono l’architettura della nostra memoria collettiva, ma condizionano fortemente i comportamenti e gli accadimenti degli esseri umani di ogni epoca.

Non è vero che ‘sono solo leggende’ e non si può semplicemente intimare ai nostri figli di ‘tenere i piedi per terra’, come fa il padre del protagonista de La storia infinita.
Trascurare gli insegnamenti che ci danno ogni giorno i sogni, i romanzi, i film, le sensazioni, sarebbe un peccato di ingenuità.

Il confine tra realtà e fantasia è molto più labile di come si possa pensare, tant’è vero che spesso davvero gli avvenimenti ‘reali’ sono più incredibili di qualsiasi immaginazione umana.

Il nostro inconscio o, se preferite, la nostra anima, ci manda di continuo messaggi attraverso i simboli e gli archetipi, andando a ‘pescare’ nell’inconscio collettivo per guidarci nella giusta direzione da intraprendere nel nostro cammino.

Le ‘sincronicità’, o coincidenze, possono essere molto chiare o piuttosto criptiche, ma in ogni caso sono sempre alla portata della nostra comprensione, se ci soffermiamo con la giusta attenzione e mettendo in campo gli strumenti di consapevolezza adeguati.

In alcuni casi possiamo farci aiutare anche da esperti che sono preparati appositamente per l’indagine profonda dell’inconscio e dei simboli archetipici.

I tarocchi potrebbero sembrare ai profani delle semplici ‘carte’ prive di senso e valore, la cui interpretazione ricade nel mero ambito della superstizione, e io stesso non credevo affatto nella loro funzionalità nel mio periodo scientista e iper-razionale.

Da quando ho iniziato a muovere i miei primi passi nel mondo spirituale ho imparato a cogliere segnali e indizi da ogni cosa intorno a me, anche da aspetti in apparenza privi di senso o di correlazione.
Quando sono entrato a contatto con le tecniche di lettura degli Arcani Maggiori ho scoperto l’elevato potere analitico di questo strumento, la cui tradizione è antichissima, e si basa sui principali archetipi del cammino iniziatico dell’essere umano, che sono gli stessi da sempre e sono estremamente precisi.

In questi anni ho potuto rivalutare correttamente anche l’astrologia, una vera e propria scienza non riconosciuta dalla comunità scientifica ufficiale, che si basa sull’influsso non casuale che i corpi celesti hanno sulla nostra personalità e sulle condizioni che ci troviamo ad affrontare.

Ho potuto comprendere che la ‘vita’ in senso ampio non è limitata al mondo biologico, ma che la coscienza esiste in diverse forme anche all’interno del mondo considerato inanimato.

Spesso accade persino che cercando a tutti i costi qualcosa su cui ci siamo fissati, troviamo in realtà qualcos’altro, che in molti casi si rivela essere un vero e proprio tesoro inaspettato. Questo fenomeno prende il nome di serendipity, o ‘serendipità’, che può essere definito come ‘la fortuna di fare felici scoperte in modo inatteso o trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra’.

Come diceva spesso Paulo Coelho, “tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto se stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni“. Per questo, se si ha fede in se stessi e nella Vita, non vi è limite alle possibilità di ricevere segnali, doni e risposte da qualsiasi cosa intorno a noi.

 

Non c’è il caso, non esistono cattive notizie, dagli errori si può imparare

Se il caso non esiste, un’immediata conseguenza è il fatto che ogni singola esperienza che viviamo è sempre significativa e ha qualcosa da trasmetterci.
Nemmeno gli errori sono fini a se stessi, ma sono tutte tappe di un processo in divenire per apprendere e migliorarsi lungo il proprio cammino.

Non siamo pertanto chiamati a giudicare gli errori, ma a saperli ‘leggere’ e interpretare correttamente, in modo da poter imparare da essi ed evolvere lungo il nostro cammino.
Se è vero che sbagliando s’impara, ogni ‘errore’ è insomma un’opportunità di crescita da valorizzare.

Come il maestro Oogway ricorda al suo allievo Shifu nella pellicola di animazione Kung fu Panda, ‘esistono solo le notizie, non sono né belle né brutte’.

Siamo coscienti che ciò che seminiamo raccogliamo, ma non siamo in grado di controllare e forzare i tempi di crescita e fruttificazione. E soprattutto non possiamo ottenere un ‘melo’ piantando un ‘pesco’.

Solo rinunciando all’illusione del controllo e credendo fermamente nel naturale flusso degli eventi possiamo attenderci la realizzazione spontanea dei nostri veri progetti, che non sono quelli che ci impone la nostra mente o le altre persone, ma esistono già da sempre impressi nei codici universali dell’Esistenza.

Possiamo solo ‘credere’, e in questa ‘fede’ nell’Universo e nella Vita è riposta ogni possibilità di realizzazione del nostro ‘destino’.

 

Il rapporto causa/effetto e la legge del karma

In un Universo in cui niente è casuale, tutto è causale, e non solo le nostre azioni, ma anche i nostri pensieri e le nostre intenzioni hanno un impatto sulla nostra vita e su quella degli altri.

Il rapporto causa/effetto influenza costantemente ogni aspetto della vita, in una maniera e con un’intensità che spesso trascuriamo.
Non solamente un gesto offensivo danneggia se stessi e gli altri, ma anche un semplice stato d’animo negativo o indisposto ha un effetto tangibile sul mondo intorno a noi.

Avere cura di tutto ciò che esce da noi, pensieri, intenzioni, parole, azioni, è fondamentale per mantenere nella vita nostra e altrui uno stato di armonia, che è il presupposto naturale e necessario di un’esistenza serena e di successo.

Le tradizioni religiose che fanno riferimento al concetto di ‘karma’ non si riferiscono a qualcosa di mistico e astratto, ma all’impatto concreto e prolungato nel tempo della legge di causa/effetto insita nell’Universo.

Il karma non è da intendersi come una ‘punizione’ provocata da un’entità divina, ma come il frutto spontaneo delle proprie azioni nel corso del tempo. Infatti, se è vero che chi semina raccoglie, chi semina vento raccoglie tempesta, e nulla di ciò che ci accade è dovuto al caso o alla ‘sfortuna’, nemmeno le situazioni in apparenza più imprevedibili.

Se fate fatica a concepire il concetto di più esistenze che si susseguono per una stessa ‘anima’ nel corso del tempo, basti pensare a un’altra legge fisica importante e ben conosciuta, che recita: in natura nulla si crea e nulla si distrugge. Se questo è vero per ogni aspetto dell’Universo, perché non dovrebbe riguardare anche la coscienza? La coscienza individuale di una persona non può certo dissolversi nel nulla dopo la morte. Ma questo sarà l’argomento di un prossimo articolo. 🙂

Con questo presupposto, andando a indagare i meccanismi fini dell’umana esistenza, proprio nulla è lasciato al caso, nemmeno ciò che in apparenza potrebbe sembrare totalmente aleatorio, come la situazione familiare in cui veniamo cresciuti. Al momento non è possibile con gli strumenti attuali della scienza dimostrarlo empiricamente, ma l’anima sceglie consapevolmente l’ambiente familiare in cui incarnarsi, con il proposito di elaborare e superare gli schemi karmici e i blocchi scaturiti da vite precedenti.

Diventare consci di questo aspetto dell’Esistenza ci aiuta a perdonare non solo i nostri familiari, ma anche noi stessi. I nostri genitori non hanno in realtà commesso errori, ma hanno ‘recitato’ la loro parte per indurci a lavorare su di noi. Ognuno è pienamente responsabile della propria vita e del proprio sviluppo lungo la direzione segnata dal proprio ‘destino’.

Ricordiamoci sempre che per compiere i giusti passi verso la propria realizzazione personale abbiamo bisogno del giusto tempo e di passare attraverso continue ‘prove ed errori’, pertanto non dobbiamo nemmeno correre il rischio di essere troppo severi con noi stessi se le cose non vanno subito nel modo sperato.

Non dobbiamo cioè farci ingannare dalla fretta né dal confronto con gli altri, perché ogni cammino è unico e irripetibile, e ciò che è giusto per qualcuno in un dato momento potrebbe non essere adeguato o rivelarsi addirittura dannoso per qualcun altro.

In fondo, proprio perché ‘il caso non esiste’, è giusto che siamo esattamente come siamo ora in questo presente, uno stato transitorio che è costantemente in divenire.

Non è quindi poi così difficile accettarsi per quello che si è, dai! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Thanks!



Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi