Pushkar: la città sacra indiana sbocciata da un Fiore di Loto

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(Tratto da Facebook, 25/01/16)

Grazie Pushkar per questo tempo trascorso assieme.

Avevo in mente di passare solo per una breve visita, ma mi hai saputo rapire con la tua atmosfera rigorosamente ‘shanti‘ eppure incredibilmente viva, e sono rimasto più di una settimana.

Mi sarei fermato ancora di piu ad ammirare le masse di devoti che ogni giorno affollano le rive del tuo lago
Una marea umana coloratissima, che si mescola ai tanti animali che coesistono creando un piccolo microcosmo: le scimmie che balzano con irriverenza tra i tetti dei templi; le vacche sacre che 
vagano libere per le strade, nutrite e viziate dai bramini che cercano di guadagnarsi un buon karma; i piccioni, che mossi dai cani o dagli uomini trasmettono il loro show quotidiano a intervalli regolari alzandosi in volo e coprendo tutta la scena; e poi oche, aironi, cavalieri d’Italia e martin pescatori, spettacolari da vedere nei loro tuffi acrobatici sorseggiando un tè da una terrazza sul lago. La sera sono rimpiazzati dagli assioli, piccoli rapaci notturni che si appostano negli stessi posatoi e si lanciano in picchiata con il loro volo silenzioso.

Pushkar, scenari di vita intorno al lago

Pushkar, vacche sacre

 

 

 

Pushkar, bramini

Pushkar al crepuscolo, sorseggiando un tè da un terrazzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Già, Pushkar. Lord Brahma ha posato un fiore di loto con la sua mano, dandoti alla luce, e oggi resti una delle città sacre per eccellenza per gli induisti. Anche se, per uno strano scherzo del destino, sorgi a pochi chilometri da Ajmer, ‘la Mecca’ dei musulmani d’India.

Pushkar, il Tempio di Brahma

Raccontano che il tempio di Brahma sia l’unico esistente al mondo. Secondo altre fonti ne esistono altri disseminati nelPaese. Non si sa chi diceil vero, ma ciò che è certo è la sacralità del luogo: autentica e rispettata da tutti.

Pushkar è una città al cento percento vegetariana. I bar e i ristoranti non servono nulla a base di carne, e anche gli alcolici sono una rarità.

Ma sacro non è sinonimo di casto: la vitasi anima da ogni parte a Pushkar, a cominciare dalle vie del mercato, affollate ma non caotiche come quelle delle città-formicaio indiane.

E per capire la magia di Pushkar bisogna entrare ancora di più nel quotidiano, mescolarsi ai suoi abitanti e vivere con loro.
E allora a volte nascono rapporti che vanno ben al di là delle classiche contrattazioni per la vendita dei souvenir.

Io posso dire di aver avuto questa fortuna. Gli incontri con le persone del posto mi hanno riempito, e mi stanno aiutando a lasciare andare il vecchio me, per far posto a un ‘padrone di casa‘ sempre più immerso nel ritmo della vita.

Pushkar, i figli del bramino

Incontro con Nato, giovane musicista che vive in una tenda nel deserto fuori dalla città

 

 

 

 

 

 

 

 

Ogni storia nel suo piccolo è interessante e merita di essere raccontata, e lo farò nei prossimi post.Intanto godetevi qualche scorcio di Pushkar.

Ve lo ricordate il fiore di loto posato da Brahma, da cui è nato il lago di Pushkar?
Il fiore di loto è simbolo di vita che sboccia.

A Pushkar la vita è sbocciata da tempo e pulsa ogni giorno con un ritmo scandito.

 

(E per altre immagini dell’India, cliccate sulla foto sottostante) 🙂

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