La relazione di coppia: l’amore vale la pena

Il caso non esiste, la Vita è ovunque: verità sull’Universo olistico al confine tra scienza e spiritualità
giugno 15, 2018
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Tutti, in fondo, lo desideriamo. Ebbene sì, anche chi per orgoglio o per lo ‘scotto’ dice di non volerne sapere. Perché semplicemente senza amore non si vive.
Si può al massimo sopravvivere, resistere, tirare avanti, vivacchiare. Ma non Vivere.
L’amore è una condizione necessaria della vita, e su questo siamo tutti d’accordo. Ma se non ne possiamo fare a meno, perché spesso lo cerchiamo senza successo, lo perdiamo, lo trascuriamo… ?

Le esperienze sentimentali avute sino a oggi nella mia vita sono state intense e altamente istruttive, mi hanno insegnato tanto, facendomi maturare una certa consapevolezza sulle energie in gioco nelle dinamiche dell’affettività e dei rapporti di coppia.
Proviamo allora a sollevare il velo di nubi e a portare maggiore chiarezza sul tema. Mi rendo conto che l’argomento è complesso e non si può banalizzare, ma proverò con piacere a fornire chiavi di consapevolezza al lettore che desideri conoscere meglio l’amore e accoglierlo con maggiore soddisfazione nella propria vita.


Iniziamo subito! 🙂

 

COLLABORAZIONE EVOLUTIVA O KARMICA CONTESA?

Ne cantano le Muse da tempo immemore, ma oggi come allora l’amore romantico rimane un territorio poco conosciuto e alquanto temuto.

In generale, si incontrano soprattutto due scuole di pensiero sull’amore di coppia, soprattutto in ambito spirituale/olistico:

  • c’è chi lo considera importante, al punto da mettere tanto risalto sul tema delle anime (e/o fiamme) gemelle, su cui si è scritto a profusione;
  • altri ritengono che sia soprattutto materia karmica, e quindi causa più che altro di dispersioni energetiche e di perdita del contatto con se stessi

Si spinge molto in ambito esoterico per far passare il concetto che l’unico amore è quello incondizionato, e anche io mi sono molto battuto, soprattutto agli inizi del mio ‘percorso spirituale’, per la sua diffusione.
E lo ribadisco, l’Unico Vero Amore è l’amore incondizionato, ma per giungerci dobbiamo tutti passare attraverso esperienze dirette ‘sul campo’ in cui giostriamo le nostre emozioni e i nostri sentimenti in relazioni che per forza di cosa NON POSSONO coinvolgere un amore del tutto incondizionato, finché non abbiamo appunto rielaborato e ripulito del tutto il nostro karma personale e familiare, svoltando realmente pagina rispetto al nostro passato.

La necessità di sperimentare volenti o nolenti le relazioni d’amore ce la ricorda anche un certo William ShakespeareL’amore è l’unica follia del saggio e l’unica saggezza di uno sciocco.
Siamo tanto diversi per caratteristiche ed esigenze, ma tutti, nel nostro piccolo, siamo accomunati dal bisogno d’amore, un bisogno umano primario. È vero che tutti i bisogni possono essere trascesi, ma per andare oltre qualsiasi cosa bisogna prima ‘passarci attraverso’.

Mi spiego. Certo che l’Amore Assoluto è del tutto esente da qualsiasi forma di sofferenza e paura. Ma per arrivarci non basta certo autoconvincersi di questo, magari recitando formule magiche o preghiere, ma è solo attraversando le esperienze e le emozioni belle e brutte vissute in relazione che si può davvero ‘trascendere’ i propri bisogni e istinti più primordiali per elevarli verso le virtù della nostra Anima.
Pensare di poter giungere al Puro Amore Incondizionato senza prima aver trasceso sul campo le nostre parti umane (e che hanno ancora bisogno di calore e affetto umano) non è realistico, sarebbe come voler vincere la maratona di New York senza aver fatto prima allenamenti su percorsi più semplici e più ‘umani’. 

Detto questo, è chiaro che non può essere una buona strategia nemmeno prendere la cosa troppo alla leggera e unirsi con una persona solo per evitare di stare da soli.  Le anime con cui interagire devono essere davvero affini e aver già in un certo senso ‘stipulato’ un impegno di collaborazione reciproca.
Ma come riconoscere le potenziali ‘anime compagne‘ con cui iniziare un percorso insieme con buone chance di sviluppo?

Dalle esperienze che ho avuto sinora, posso dire che quando entriamo in relazione con anime che vibrano all’unisono con la nostra, le sensazioni sono chiare e le frequenze raggiunte molto pure e sottili.
Ho potuto vivere sentimenti profondi e riconoscimenti reciproci molto elevati, senza poter evitare nemmeno fatiche, sofferenze e fallimenti. Ciò d’altronde accade comunemente a molte anime gemelle che si incontrano quando ancora si portano dietro entrambe un ‘fardello karmico’ da risolvere, e il cammino non è dunque ancora giunto al momento della ‘celebrazione’, dell’alchimia dell’unione sacra.

E nonostante ciò la mia profonda analisi interiore mi ha reso cosciente dei fondamentali doni di consapevolezza che ho conquistato – soprattutto nei riguardi del rapporto con me stesso e con la vita – grazie ai ‘training d’amore‘ rappresentati dalle relazioni sentimentali.

 

L’amore è un ingrediente essenziale della vita
l’amore è necessario come l’aria
l’amore ‘vale la pena’ 

 

AMARE È DANZARE ARMONICAMENTE TRA GLI OPPOSTI CON FORZA E TOLLERANZA

È bene chiarire che non si intende affatto diffondere illusioni. Niente è certo e non è dato sapere come andrà. Anzi, statisticamente la grande maggioranza delle relazioni è destinata a rompersi. Ma non per questo viverle ‘non vale la pena‘.  Anche se l’incontro tra due anime affini non si concretizza con il Matrimonio Alchemico, non si può realmente parlare di fallimento, perché dal momento che nessun incontro è ‘casuale’, una ragione evolutiva per l’unione c’è sempre.

Ciò che è importante, in questa sede, è ricordarci che in Amore davvero non esistono vittorie o sconfitte. Lasciamo e veniamo lasciati, deludiamo e siamo delusi, dimentichiamo, perdiamo, rimuoviamo, ci intristiamo, ci arrabbiamo… e tutto questo avviene per tutti da sempre, da quando l’essere umano ha iniziato ad abitare la Terra, separandosi dalla sua Fonte Primaria.
Ciò che voglio dire è che non dobbiamo sentirci incapaci, ingrati o inutili se una nostra storia d’Amore è finita, magari anche male, lasciando cicatrici doloranti.
Nessun essere umano è mai passato attraverso le sue esperienze nel mondo senza provare tutta questa trafila di dolori, sofferenze, lacerazioni ed emozioni squilibranti.

Ricordiamoci sempre che in una prospettiva più ampia noi prendiamo il nostro treno animico per la Scuola Terra di vita in vita per imparare proprio l’Amore, e per laurearsi a pieni voti in questa unica macro-lezione, i training intensivi rappresentati dalle relazioni di coppia sono semplicemente inevitabili.

Quando quindi scegliamo di dire un secco ‘NO’ a una relazione solo perché emergono degli aspetti negativi e dei contrasti, rinunciando ad AUTENTICI effetti positivi solo per non voler rischiare di soffrire troppo o faticare, non sempre è la scelta più saggia.
Il karma stesso, per sciogliersi, richiede anche e soprattutto che si rivivano le ataviche dinamiche disfunzionali che si generano nei rapporti di coppia, sanandole e trasmutandole insieme.

E non valgono, a propria discolpa, pretesti del tipo: “era troppo immaturo/a”, “non si sapeva prendere cura di me”, “io avevo bisogno d’altro”, “me ne ha fatte certe che non si possono perdonare”.
Qui vale sempre il Verbo: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
Se ci si trova, se sboccia l’amore, se c’è chimica e attrazione costante, se si percepiscono potenziali di progetti insieme… non c’è troppo spazio per i dubbi: le anime hanno scelto, hanno stretto una reciproca collaborazione, una comunione d’intenti, che suona più o meno così:

“iniziamo un percorso insieme basato sull’affettività, per una reciproca evoluzione.”

E se due anime fanno percepire la comune intesa, significa che in realtà nessuno dei due soggetti è più ‘avanti’ o più maturo dell’altro, in senso assoluto, ma che sono entrambi adeguati per dare una svolta alla reciproca crescita personale.
Poi però naturalmente c’è sempre il libero arbitrio: alcune parti di noi possono rifiutarsi e intralciare il piano, fino a farlo anche eventualmente collassare e fallire.
Accade quando c’è giudizio e non si riesce a valicare le barriere del giudice interiore, che ritiene l’altro/a non alla sua altezza, senza accettare che in realtà fondamentalmente non ha fiducia in se stesso.

È chiaro che una caduta non è mai un completo fallimento. Ci sono sempre lezioni da imparare e nuove chance da cogliere in futuro, quindi nulla è mai perduto quando finisce una storia. Ma non è produttivo nemmeno negare a se stessi il fatto che un’opportunità da cogliere c’era stata, e tuttavia non si è creduto abbastanza in se stessi e nell’altra persona per poterla renderla concreta.
E se vi siete convinti che lui o lei non vi merita perché non si dimostra “abbastanza uomo” o “abbastanza donna”, provate prima a prendere in considerazione alcune cose:

  • magari alcune parti di quella persona non sono ancora ben espresse
  • in ogni uomo e in ogni donna c’è un lato maschile e uno femminile, averne uno dei due più o meno sviluppato fa parte della nostra innata individualità e del contesto in cui siamo immersi nel nostro cammino di vita
  • se vedi il difetto nell’altro è perché una parte inconscia di te vede il difetto in te stesso/a (vedi anche la teoria degli ‘Specchi Esseni’)
  • non competiamo in una maratona, ma evolviamo a ‘macchia di leopardo’: ognuno sviluppa i diversi aspetti di sé con tempistiche e modi diversi, non esiste una regola, delle norme, dei dogmi, dei codici e delle tappe valevoli per tutti
E se è vero che le interazioni sentimentali portano all’evoluzione delle virtù maschili e femminili, sono due le virtù che più di altre determinano fortemente il successo di un rapporto.
Sul fronte maschile c’è la ‘Forza’, che permette di osservare le proprie fragilità caratteriali e trasformarle in virtù illuminate, per mezzo dell’alchimia.
Sul fronte femminile c’è la ‘Tolleranza’, che esercita ad accettare l’altro/a per com’è realmente, nei suoi pregi e nei suoi difetti e con la fiducia necessaria a concedergli il suo tempo e i suoi modi per maturare naturalmente nel corso del tempo.
Forza e tolleranza vanno a braccetto, e insieme intagliano il ‘diamante grezzo’ della personalità dei due innamorati, portando l’energia dell’unione a un livello di frequenza sempre più prossimo a quello, fatidico, della Coppia Sacra. 
Non bisogna cercare qualche caratteristica a priori, uno stampino di ‘uomo’ o di ‘donna’ in cui il proprio partner deve incastrarsi, ma piuttosto cercare di trarre il meglio da quella specifica persona e dall’esperienza di relazione con lei.
L’approccio giusto alla relazione illuminata è allora accogliere ciò che l’altro/a ha da dare e impegnarsi per donare il proprio meglio, danzando armonicamente fra le somiglianze, le differenze, gli opposti di entrambi in un equilibrio dinamico che cura e trasmuta.
Perché l’amore è questo: arte di creare ponti tra le differenze, alchimia tra gli opposti.
E ciò che si raggiunge nel rapporto a due non si limita alla coppia, ma si può vedere come un epicentro energetico da cui ampliare il raggio d’azione del proprio amore dal partner al resto del mondo: amici, familiari, colleghi, contatti, passanti, cittadini dell’Universo.
La coppia è il luogo in cui si è più disposti a mettersi in discussione e quindi a condividere, ed è come il nucleo binario (a due) di partenza da cui ci si espande per inondare di amore tutto l’intorno.
In generale, quando si hanno dubbi su come comportarsi e quale strada è meglio prendere, vale sempre una regola di massima: le difficoltà non vanno viste come problemi e ostacoli da evitare, ma come opportunità per imparare, crescere e migliorare.
La vita è un’esperienza di apprendimento. Per evolvere e crescere ci vuole sempre il coraggio di provare e sperimentare il nuovo.
Un abbraccio di Vita e appuntamento al prossimo articolo. 🙂

 

 

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