Come smettere di temere i giudizi e far tesoro dei loro messaggi profondi

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Ti senti stanco dei giudizi e in balia delle critiche altrui?
Dentro di te sei spesso in conflitto e poco sicuro delle tue scelte?
Se il tuo desiderio è affrontare giudizi e critiche senza paura e con il piglio giusto, questo è l’articolo che può fare per te. Vedrai che in fondo qualsiasi ‘minaccia’ esterna può essere assorbita senza danni e anzi cogliendo il buono dai suoi insegnamenti.

Iniziamo subito senza indugi. 🙂

“Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu…”, recitava una celebre canzone. Eppure, se c’è un fattore che forse più di ogni altro limita il nostro operato è proprio il giudizio.
Il bisogno di conformarsi alle altre persone e alle varie situazioni è talmente alto da condizionare fortemente i nostri pensieri e le nostre azioni.

Sin dall’infanzia siamo abituati a fare ogni cosa previa il beneplacito dei ‘superiori’, che siano essi genitori, insegnanti, figure religiose, amici carismatici, ecc.
È giusto che un bambino sia guidato e condotto lungo la ‘retta via’, ma non sempre chi è chiamato a svolgere la funzione di guida è all’altezza del compito.

Molte persone ricevono critiche e giudizi sbagliati e/o non costruttivi sin dai primi anni di vita, con il risultato di aver introdotto questa tendenza castrante così fortemente dentro di sé da portarsi dietro questa attitudine a essere giudicati e contrastati e a temere come la peste il giudizio stesso.

Tutti noi siamo in una certa misura il frutto dei condizionamenti che abbiamo subito da bambini, e per diventare veramente adulti il passo necessario, prima ancora di realizzarsi professionalmente e mettere su famiglia è quello di liberarci del giudizio esterno castrante divenuto autogiudizio interiore (o secondo alcune scuole di pensiero superego).

Non è possibile realizzare se stessi e costruire una propria realtà funzionale e con tutti i crismi del successo senza prima essere passati da una approfondita autoanalisi che permetta di rimuovere alla radice i pensieri condizionati e limitanti, frutto di un’educazione e uno sviluppo non perfettamente in linea con quelli del nostro progetto di vita individuale.

Tutto ciò è valido specialmente per chi ha avuto un’infanzia difficile o caotica e a maggior ragione per quanti hanno in cantiere missioni particolarmente importanti e delicate da svolgere nella vita, magari rivolte all’aiuto verso il prossimo, al benessere dell’individuo o al cambiamento planetario.

Prima di poter aiutare efficacemente gli altri o cambiare concretamente le realtà globali c’è da affrontare un passo propedeutico e necessario: fare chiarezza dentro di sé e individuare i propri veri pensieri ‘evoluti’, riarmonizzare le emozioni e compiere tutte le azioni e i training che permettano di riallineare la propria personalità al proprio Sé, e cioè ristabilire la corretta integrità interiore.

 

Giudizi e critiche: non tutto il male viene per nuocere

Per giungere a una corretta analisi dei giudizi e a un comportamento maturo ed equilibrato nel rispondere in modo ottimale ai loro effetti, è opportuno distinguere tra due principali macrocategorie di giudizi e di reazioni che consciamente o inconsciamente causano in noi.

  • Da un lato, siamo bombardati da giudizi inconsapevoli e non costruttivi, che se non sono opportunamente filtrati ci portano a tarpare le nostre ali, fino a toglierci entusiasmo nelle nostre azioni o addirittura a bloccarci.
    In questi casi, il giudizio in sé ha ben poco da dirci, mentre a fare la parte del leone è in realtà la nostra paura del giudizio.
    Abbiamo ereditato questa paura sin dall’infanzia, e spesso è ancora talmente grande da non permetterci di liberare naturalmente la nostra luce, anche se avremmo tutti i crismi e i diritti per farlo.
    Si tratta di una vera e propria ‘castrazione’ gratuita, che ci impedisce di manifestare noi stessi con convinzione.
    La paura del giudizio è sempre e comunque dannosa e necessariamente da superare, prima di giungere a uno stile di vita sano ed equilibrato.
  • D’altro canto, talvolta riceviamo anche giudizi costruttivi e/o veritieri, verso cui è bene armarsi delle opportune chiavi di lettura per cogliere messaggi di consapevolezza effettivamente utili alla nostra stessa evoluzione.
    L’attenzione su di uno specifico giudizio può essere forte perché ha realmente il potenziale di svelare un lato di noi stessi ancora in ombra, un comportamento, vizio o abitudine che non è in linea con i nostri valori più alti che siamo chiamati a realizzare nella nostra vita.
    In questo caso, il giudizio di per sé non è sbagliato, ma occorre attivare il giusto discernimento per interpretarne in modo corretto il senso.

In altre parole, il giudizio – come del resto qualsiasi cosa nell’Universo – non è qualcosa di negativo di per sé, ma è semplicemente un segnale tra i tanti provenienti dall’ambiente che siamo chiamati noi a soppesare e a valutare nel modo più efficace possibile per coglierne le giuste indicazioni.

Chi giudica male fa un torto verso chi viene giudicato, ed è vero che nessuno in teoria dovrebbe mai esprimere giudizi negativi totalmente tranchant verso nessuno, perché chi è senza peccato scagli la prima pietra.

La realtà è che ci troviamo però in un mondo non ancora illuminato, in cui ancora la grande maggioranza delle persone non è realmente responsabile di ciò che dice e pensa, pur illudendosi di esserlo. Siamo talmente abituati ai giudizi gratuiti e privi di fondamento da esprimerli in modo automatico senza saper né leggere né scrivere. E questo vale anche per molte persone ‘spirituali’ che hanno fatto anni e anni di percorsi iniziatici, o per persone istruite e di successo, anche negli ambienti accademici.

Detto ciò, è abbastanza immediato comprendere che non è realisticamente possibile al momento evitare i giudizi e farne del tutto a meno.

A meno che non si scelga di vivere in un eremo isolato dal mondo la verità è questa, e per la gran parte di noi una vita di relazioni è fondamentale ed è il presupposto necessario per realizzare i nostri obiettivi nella vita.

Condannare i giudizi a priori non è dunque possibile, e non possiamo far altro che imparare a conviverci pacificamente, accettandoli e includendoli nella grande massa di segnali e stimoli che ogni giorni riceviamo costantemente dall’ambiente che ci circonda.

Nostro compito è quindi sviluppare il corretto discernimento, che ci permetta di andare a identificare i giudizi e gli altri segnali per quello che sono davvero, e soprattutto per il tipo di messaggio che possono trasmetterci.

Per farlo, bisogna cercare di partire innanzitutto dal presupposto che qualunque persona abbia espresso il giudizio in nessun caso può saperne più di noi su qualcosa che riguarda noi stessi.
Nessuno può sapere a priori cosa è più giusto per noi.

Lo scrittore siciliano del Novecento Luigi Pirandello scrisse una frase molto eloquente in proposito.

“Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.”

Ricordiamoci dunque sempre, prima di tutto, che nessun giudizio può essere oro colato, nemmeno quello delle persone più amate o più illuminate.

Spesso nemmeno un’opinione che può essere valida in teoria può essere applicabile immediatamente e alla leggera al nostro caso specifico, per la ragione che tutti noi dobbiamo compiere le nostre esperienze liberamente, imparando da esse e dagli errori prima di giungere al nostro corretto ‘giudizio’ interiore.

 

Come giudicare un giudizio senza paura?

Per giudicare e valutare correttamente un giudizio occorre insomma riuscire a porsi alla corretta distanza emotiva da esso, senza venirne subito influenzati.

Il giusto distacco è la chiave di volta che permette di vedere un giudizio in modo oggettivo per quello che è, e trarne i corretti insegnamenti per noi stessi.

Il vero pericolo, dunque, non è il giudizio in sé, ma è la paura del giudizio. Il problema nasce quando si attribuisce un valore intrinseco al giudizio, quando gli si conferisce talmente importanza da finire per soccombere alle sue parole.

Il cammino di consapevolezza ha pertanto il compito di portarci gradualmente verso la capacità di discernere tra i giudizi, in modo da vincere la paura nei loro confronti e imparare ad accogliere non i loro concetti superficiali, ma i loro messaggi profondi.

I concetti superficiali sono veicolati dalla persona giudicante, i messaggi profondi provengono dall’assoluto, e sono quelli autentici da cui siamo chiamati a imparare.

Per far tesoro di un giudizio ricevuto, il processo interiore da compiere può essere sintetizzato con le tappe seguenti.

  1. In primo luogo è importante riuscire a dimenticarsi dell’intenzione della persona che ha emesso il giudizio, dato che il suo valore vero non ha a che fare con il soggetto giudicante
  2. Fatto questo passaggio, è possibile andare oltre le nostre reazioni automatiche emotive, che sono come barriere difensive erette contro le intenzioni ‘offensive’ del soggetto giudicante
  3. A questo punto si può rivolgere l’attenzione più in profondità, verso l’essenza del messaggio al di là delle parole e del tono usato. Il messaggio è interiore e spesso non ha relazioni con le intenzioni del soggetto giudicante.

I messaggi recapitati attraverso i giudizi sono molteplici, e riguardano essenzialmente aspetti del nostro inconscio e della nostra personalità che siamo chiamati a valutare e trasformare.

Nella nostra opera di ‘illuminazione’ del nostro mondo interiore siamo condotti verso la presa di coscienza delle nostre ‘ombre’ e dei nostri comportamenti viziati, da sostituire con i corrispondenti ‘virtuosi’.
È un processo che ci riguarda in prima persona, e tra i tanti ‘maestri’ che ci aiutano in questo compito non figurano solo ‘guru’ e terapeuti, ma anche e soprattutto le situazioni e le persone che affrontiamo nel nostro quotidiano, anche quelle apparentemente negative o sfavorevoli.

Tra i tanti significati del concetto cristico ama il tuo nemico spicca proprio l’opportunità favorevole di cogliere dai giudizi e dalle critiche i veri messaggi utili per la nostra crescita ed evoluzione.

Vi posso garantire che a volte anche il giudizio più spietato può custodire dei doni preziosi di consapevolezza.
Spetta a noi farne tesoro e avanzare a passi sempre più sicuri lungo il cammino.

Con buona pace di chi ha tentato (illusoriamente) di metterci i bastoni fra le ruote. 😉

 

Un abbraccio di Sole

Febo

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