Inconscio e mente: la metamorfosi della farfalla

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Quando la farfalla completa la metamorfosi tutto ciò che era lascia il posto a ciò che è.
Il bruco era una sua versione immatura, instancabile esploratrice avida di nutrimento.
Chiudendosi nella crisalide aveva cessato le sue scorribande caotiche, per arrendersi a una quiete esteriore che racchiude una profonda trasformazione interiore.
La farfalla è il prodotto di questa trasformazione: un adulto maturo e libero, che non ha altro bisogno che volare ed essere.

Anche negli esseri umani avviene un processo simile, una trasformazione graduale di ogni individuo. Da un’infanzia di esperienze e apprendistati si passa per una fase di passaggio di meditazione e raccoglimento, fino a giungere a una fase adulta di pienezza e realizzazione.
Fuori dalla metafora, le tappe naturalmente sono di più, non vanno necessariamente in sequenza e si ripetono fra loro in un ciclo continuo, ma continuano a dirigere il nostro sviluppo non solo fisico e comportamentale, ma anche emozionale e coscienziale.

Una cosa importante è il concetto che ognuno segua naturalmente le proprie vie, i propri tempi e ritmi. Un bruco deve essere pronto per ‘impuparsi’ e diventare crisalide, non può farlo prima del tempo. O provate a immaginare una farfalla che esce dal bozzolo in anticipo, con le ali ancora troppo deboli per poter volare.

Ma chi ce lo dice quando è il momento di proseguire dritti o di svoltare, di fare un passo avanti o farne due indietro?
Compiere le scelte giuste è materia delicata, e spesse volte siamo in crisi, combattuti tra parti diverse di noi che la pensano diversamente.

Quando i pensieri e le opinioni sono in combutta, di solito i casi sono due: o ci abbandoniamo ciecamente ai consigli di qualcun altro, o ci affidiamo responsabilmente all’intuito.

L’intuito è quella parte di noi che è collegata all’inconscio, quell’oceano infinito di voci e suggestioni che albergano nella nostra interiorità più profonda.

L’inconscio è il custode delle nostre decisioni importanti e dei cambiamenti profondi. Nella metafora della farfalla, corrisponde a quell’informazione innata e istintiva che scandisce i ritmi della metamorfosi, e che è totalmente fuori dal controllo cosciente.

Così come il DNA è la sede dell’informazione che determina le trasformazioni e i processi fisiologici e anatomici, l’inconscio è la sede delle trasformazioni e dei processi che regolano la coscienza dell’individuo.
In tutto ciò, la mente e la ragione non hanno un ruolo dominante, ma sono strumenti in realtà al servizio dell’inconscio stesso, che se ne serve per realizzare progressivamente i processi precodificati.

Se questo concetto vi sembra dissonante, potrebbero bastare anche dei semplici dati numerici raccolti dai neuroscienziati per farsi un’idea delle vere gerarchie. In accordo con le indagini sperimentali, la mente è in grado da sola di ‘tener testa’ a un massimo di sette compiti e variabili alla volta, contro i milioni di fattori multivariabili che possono essere soppesati dall’inconscio attimo per attimo.
Secondo i dati divulgati dal celebre biologo Bruce H. Lipton nel libro La biologia delle Credenze, l’inconscio è in grado di elaborare circa venti milioni di bit di informazioni ogni secondo (20Mbit/s), mentre la mente appena quaranta bit (40bit/s), e ciò significa che l’inconscio è qualcosa come 500.000 volte più veloce della mente nel computare le informazioni.

Messa in questi termini, capite bene che qui dentro è l’inconscio che comanda.
C’è da dire che nell’inconscio, come già Freud affermava, c’è di tutto, ma proprio di tutto. Nella sua fitta rete si intramano pensieri, istinti, emozioni, risentimenti, ricordi che continuano a esercitare la loro influenza finché non sono consapevolmente analizzati e compresi.

E qui esiste una variabilità molto ampia tra gli esseri umani. Da un lato esistono infatti persone che convivono da sempre con un inconscio abbastanza chiaro e limpido, in grado di guidare un’evoluzione lineare e senza intoppi fino allo ‘sfarfallamento’ definitivo.
Per altri è necessario a un certo punto chiudersi nel proprio bozzolo e rivedere tutto l’insieme, per decidere cosa tenere, cosa scartare e cosa perfezionare.

La fase della crisalide è un profondo scavo dentro se stessi, per portare alla luce il filone d’oro della propria Coscienza autentica.
Una volta messo alla luce, si può attingere dal proprio tesoro interiore per realizzare con materie prime d’eccellenza le ali della Farfalla che Siamo.  

La Farfalla è l’adulto finalmente emancipato dai condizionamenti del bruco e dall’incapacità di creare del bozzolo.
È l’Uomo che ha partorito l’Essenza di se stesso, e può volare libero e davvero autonomo sul cammino.

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